Intervista all’autrice

Il fantasy continua a dettare legge campo editoriale e Anna Tuccillo ha tutte le carte in regola per diventare uno degli alfieri più arrembanti di questo suggestivo genere letterario. Nephilim – La guerra eterea, prima parte di una trilogia che l’autrice sta completando, è un romanzo che riesce a mixare con perizia elementi teenageriali e religiosi, bellici e mistici, avventurosi e drammatici e, in più di un’occasione, a sbalordire il lettore. Abbiamo chiesto ad Anna di raccontarci qualcosa in più della sua opera e della sua passione per la scrittura.

 

Risulta evidente che sei cresciuta a pane e fantasy. Puoi dirci quale è l’autore che ti ha maggiormente segnato e che ti ha spinto a scrivere?

La passione per i fantasy, è cresciuta man mano che crescevo io. Ho sempre adorato i libri a tema fantasy soprattutto quelli riguardanti angeli, demoni e creature più o meno mistiche. Uno dei libri che mi ha colpito maggiormente è ‘Angelology’ di Danielle Trussoni. Ho adorato il suo modo di scrivere, la storia fantasy che ha ideato, che conserva sotto sotto, secondo me, un fondo di verità e realtà.

Lei è stata l’autrice che maggiormente mi ha ispirato, il suo romanzo è uno fra i più complessi romanzi fantasy a tema angelico che io abbia mai letto. La sua storia è nel contempo biblica ma blasfema. Il suo romanzo è il primo che mi ha fatto pensare: “Voglio fare quello che fa lei, ma a modo mio.”

 

Sei nata all’ombra della Mole, in una città ricca di elementi esoterici e demoniaci. E Nephilim è un romanzo pervaso da una fortissima componente misterica. Pensi ci sia un nesso?

Sinceramente non avevo mai pensato a questo. Conosco la leggenda che accomunerebbe Torino a Londra e a San Francisco creando un “triangolo di magia nera”, così come conosco il “triangolo di magia bianca” che si formerebbe collegando Torino, Praga e Lione. Si parla anche di una Torino sotterranea, le storie sulla mia città Natale, sono tante e varie, Torino infatti sarebbe una città spaccata a metà tra bene e male.

Io personalmente, ho sempre visto tutto ciò in modo del tutto imparziale, non ci credo perché non vedo che senso avrebbe crederci, ma nel contempo ci credo perché non capisco che senso avrebbe non crederci. Torino mi affascina molto da questo punto di vista, è ricca di magia, esoterismo e mistero ma non saprei dire se questa sua storia che conserva alle spalle, mi abbia condizionato oppure no nello scrivere ‘Nephilim’.

 

Nephilim è la prima parte di una trilogia che stai portando a termine. Quando pensi che i lettori potranno avere tra le mani i seguiti di questa avventura sospesa tra cielo e terra?

Il secondo capitolo della saga ‘Nephilim – L’esercito dell’Apocalisse’ è in fase di stesura, ho iniziato a scriverlo subito dopo aver terminato ‘Nephilim – La Guerra Eterea’ e spero che i lettori possano apprezzare il primo romanzo tanto da desiderare che il secondo esca il prima possibile.

 

L’addestramento dei Nephilim nella scuola/prigione mi ha ricordato in qualche punto il primo capitolo della saga di Hunger Games. Cosa ne pensi?

Io ho letteralmente amato la saga di Hunger Games, anche se ancora non finisco di leggere il terzo libro. Secondo me una delle cose che accomuna questi due romanzi è il sistema oligarchico che cerca di sopraffare e sottomettere i Nephilim così come cerca di fare con i vari distretti, nella saga di Hunger Games. Al vertice di questo sistema, nel mio romanzo vi sono gli Angeli, mentre in Hunger Games vi è la città di Capitol City ed il presidente Snow. Tuttavia i tributi, non devono combattere nessuna guerra, devono solamente combattere tra di loro per il divertimento altrui; mentre in Nephilim vi è proprio una guerra imminente che viene preannunciata e comunicata ai Nephilim. Loro infatti si addestrano nel ‘Centro di Smistamento Nephilim’ appunto per far fronte alla guerra.

 

Cinema, fumetti, giochi interattivi, libri: il fantasy ha saturato il mercato. Non credi che una simile ondata potrebbe rivelarsi alla lunga controproducente?

Non vedo perché una simile ondata dovrebbe essere controproducente. Io stessa ho amato il fantasy come genere, fin da quando avevo quindici anni. Per come la vedo io, il genere non fa affatto la differenza nella società, basta che si legga. Io vedo questo genere come una motivazione in più a spingere i ragazzi a leggere, e questo è davvero molto importante.

E’ necessario che gli scrittori in generale motivino i ragazzi e le future generazioni a passare i pomeriggi con un libro in mano. Io stessa sento questa responsabilità sulle mie spalle.

Questo genere forse ha solamente una marcia in più, nello spingere i ragazzi a leggere e ad appassionarsi. Con l’avvento di libri e poi film quali ‘Harry Potter’, ‘Hunger Games’, ‘The Maze Runner’, i teeneager sono abituati alle saghe e anzi, ne desiderano sempre di nuove. Per questo motivo dico che il fantasy secondo me aiuta la lettura, specie in quei ragazzi che non riescono a leggere affatto. Questo genere ti offre un’altra vita, racconta spesso di mondi lontani ed immaginari in cui il lettore può immedesimarsi a tal punto da vivere un’altra vita ogni volta che ho lo sguardo puntato sul libro. Che sia una vita all’interno della scuola di magia e stregoneria di Hoghwarts, o all’interno del labirinto di The Maze Runner, o nel distretto 12 insieme a Peeta e Katniss, va bene comunque, basta che si legga!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *